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Yearly Archives: 2008

R-ESISTERE

[articolo pubblicato sul sito dell’Orlando]

In treno, di ritorno da Cortona, dove i fortezzari si sono riuniti per sentire le cose e tradurle pian piano in idee linee cose. Sto scrivendo sul mio taccuino, a mano (è così liberatorio potersi permettere di non usare il computer ogni tanto); magari sul treno è un po’ più difficile… è come se qualcuno ti desse continuamente degli spintoni sul gomito, porcaeva). Ma resisto.

Sta Stando

_ Sto pensando che le case vivono di più dell’uomo che ci vive. Tra 150 anni tutti i luoghi del mondo saranno abitati da altre persone. Sto pensando alla percezione del tempo che noi esseri (più o meno) umani abbiamo. Un secondo dura un secondo, lo sentiamo come un secondo. E allo stesso modo un anno dura un anno. Per una stella un anno dura meno di un respiro di un colibrì, un secolo è ancora poco. Per una casa anche. Non come una stella ma neanche come un uomo… Sto pensando alla Fortezza (qualcosa di nuovo per me che non la conoscevo) che è lì da un sacco di tempo, ma forse per lei è solo passato il tempo necessario per diventare qualcosa d’altro. Un periodo di transizione. In fondo una grossa nave ha bisogno di tempo per cambiare rotta. C’è una processione di eventi lenta e velocissima che porta inevitabilmente al tempo presente. Che cosa facciamo ora? E’ la domanda giusta? Non lo so. Che cosa siamo ora? Già meglio. Come relazionare la nostra percezione del tempo con quella di una casa, che vive più di noi? Come rispettarla e allo stesso tempo “invaderla” con sane idee per farla vivere in un altro modo? Dobbiamo chiederle il permesso. In fondo entriamo in un corpo e la cosa mi sa di violenza se lo fai senza pensare e senza sentire. L’altro giorno mi ha scritto Lorenzo e mi ha detto: “dobbiamo andare lassù insieme e sentire le cose col corpo”. Dobbiamo sentire con il corpo le cose che ha da dirci Lei. Poi agiremo di conseguenza. Lei e suo marito, il Genius Loci! Entrare in un posto e farsi consigliare da Lui è un’esperienza quasi mistica, perchè il linguaggio non è quello ordinario, e non parte dalla testa… Ed è un dialogo se solo siamo capaci di ascoltare e di parlare con quel linguaggio. Mi chiedo se sarò all’altezza, è inevitabile pensarlo. Ma poi il passo va fatto e sentito. Se sarò lì nel suo e nel nostro tempo allora sarò all’altezza, altrimenti no. Il posto, come un vecchio nonno, ti racconta la sua storia e tu la ascolti, non per addormentarti e sognare, ma per permettere un collegamento preciso e profondo con la storia che ti ha portato fino a qui. Ora. Difficile ma inevitabile.

[articolo pubblicato sul sito dell’Orlando]

Fog

E’ un po’ come guidare nella nebbia: la direzione e’ giusta, lo dice una striscia bianca, che indica un punto che non si puo’ vedere. Si vede solo il vicino immediato. E non sempre. Accelerare sarebbe un suicidio. Fermarsi anche. Continuare con la giusta velocita’. Si’, ma quale? Ce lo dice la linea bianca, e la sua direzione. La nebbia obbliga a sentire ogni momento, per non perdersi nella nebbia.

dario paini © febbraio 2002

Keep your eyes on the price

“Se il prezzo fosse l’unico elemento troveremmo una soluzione, varrebbe la pena provare. Invece non è così…” – dall’intervista a Piero La Falce, Presidente della Universal. Quando mi capita di leggere delle biografie di musicisti che apprezzo, cerco sempre di capire quali siano (stati) i loro modelli, e poi mi piace conoscerli. In fondo, come diceva Borges, “Ogni artista crea i suoi precursori. La sua opera modifica la nostra concezione del passato, come modificherà il futuro”. Così ho scoperto che Caetano Veloso ha

L’ambiente suggerisce la musica (e viceversa)

[articolo uscito sul #4 di Thea con il titolo “Il punto di vista”] Sono qui contenute e riassunte le motivazioni che mi hanno spinto, qche anno fa, a scegliere, come argomento del mio PhD, l’acustica degli spazi aperti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Si dice che la forma del contenitore non influenza il contenuto. L’acqua rimane acqua sia in una bottiglia sia nell’aria, come la pioggia. Ma se la bottiglia è fatta di ghiaccio, che cosa succede? Questa tenderà ad “ammorbidirsi”, mentre l’acqua all’interno si raffredderà. Non voglio certo far quello che inventa l’acqua… fredda, penso soltanto che l’ambiente condizioni in qualche modo le attività al suo interno, o comunque quelle che accoglie in sé. L’ambiente suggerisce…

just a tribute to W. Zevon

Warren Zevon (January 24, 1947 – September 7, 2003)

Lo confesso: questo Sig. Warren non sapevo neanche che fosse nato, e quindi per me è ora strano sapere della sua scomparsa. Strano. Ma voglio usare questo fatto per chiedere, per chiedermi:

Lost Blues

one last blues for Simone… see you into the music

Alla Corte di Sommolore’

L’altro giorno una grande giornalista, Barbara Zanetti, de “La prealpina” di Varese mi ha fatto un’intervista (la prima della mia vita, probabilmente anche l’ultima…). Grazie mille a Barbara per l’iniziativa e per la capacità di concretizzare in un attimo un’idea nata per caso davanti alla stazione di Casbeno.

scarica qui l’intervista in .pdf: LA PREALPINA | INTERVIEW.pdf

15 aprile 1967

Oggi, 41 anni fa i miei si sposavano. 41 anni non son mica noccioline …il fatto che due persone stiano insieme per così tanto tempo, è quasi anacronistico. Siamo nel periodo dell’usa e getta, con le cose ma anche con le persone (ti uso, ti consumo, ti getto. Senza pietà. Perchè anche la pietà va coltivata, come i pomodori).