News for the ‘Oblòg’ Category

Claudio Guidetti Rec. Studio: the team

Ladies and gentleman, ecco a voi i ragazzacci che hanno realizzato lo studio di Claudio Guidetti!

Posted: agosto 11th, 2010
Categories: Oblòg, so what
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ILFORD

Ho imparato ad amare le foto con questa pellicola. Le nottate in cucina (camera oscura) con mio padre che mi insegnava a svilupparle. E poi vedere la foto nascere pian piano dall’acido, e poi arrestarla e poi appiccicarla sulle piastrelle e poi rivederle al mattino prima della colazione, prima di andare a scuola. Tutto in una stanza di 3 x 3. Altro che cielo. Lì c’era tutto l’universo.
Dopo uno scatto bisognava aspettare chissà quanto prima di rivedre il risultato.
Ora la frase tipica dopo una foto è “fammi vedere”.
Prima era solo un pensiero silenzioso “speriamo che sia venuta bene”.

Il digitale è un mondo stupendo (non sono certo un nostalgico e nemmeno un reazionario) – ha accorciato i tempi, è tutto più facile (non necessariamente più semplice), ma in cambio abbiamo perso qualcosa, che aveva il suo valore.
Una volta un rullino da 36 mi durava un sacco di tempo, ogni foto era vissuta, ora arrivo a 100-200 foto al giorno, ma molti sono scarti ancora prima di premere, perchè c’è una pressione del dito ma il dito non è collegato con niente, spesso nemmeno con l’occhio.
C’è fretta nel premere ma non c’è l’urgenza (inner urge). C’è un tentativo casuale (che può anche andare bene alle volte), non c’è uno scopo e nemmeno un obbiettivo. Nessuno lo è più.
Dobbiamo ricordarci com’era fare una foto con l’analogica e ricercare quello stato che è interiore.
E’ un’opportunità di presenza.

Il digitale è talmente potente che rischia di renderci impotenti e inconcludenti, mentre una volta con tutti quei vincoli eravamo lì, non c’erano santi.

La stessa cosa succede con tutto ciò che è diventato digitale, il disegno, la musica, la scrittura, etc.

Essere analogici in un mondo digitale può salvare il mondo.

Posted: agosto 8th, 2010
Categories: soundscape
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works in progress

Settimane cruciali le due prossime.
Oggi sono partiti i lavori per la costruzione di una regia all’interno di un’aula dello IED di Milano, per le lezioni di Sound Design. Ho pensato ad un progetto “stile Ikea”, in modo tale che il grosso del progetto fosse realizzato in laboratorio e poi, una volta pronto, fosse montato in aula nel giro di una settimana. Così le lezioni sono andate avanti fino a venerdi scorso e riprenderanno subito dopo. Appena si comincia a vedere qualcosa metto le foto. Grazie a Federica “Phade” Colombo per tutto, veramente!

Poi c’è lo studio di Claudio, che pian piano prende forma. Ora ci sono i cartongessi, i tubi dell’aria a penzoloni, i corrugati delle linee elettriche e audio ancora vuote, la console nera fiammante e il pavimento finito protetto da una moquette. Il tutto illuminato da una lampada da cantiere. Entro fine mese è tutto finito.
In entrambi i casi la squadra di lavoro è eccezionale. Poi metterò i nomi e i cognomi. Ognuno si merita la sua risonanza.

Bella l’esperienza del cantiere, vedi prender forma delle linee che fino a poco prima erano, molto astratte in fin dei conti, solo nella tua testa. Ma prima ancora dov’erano? Non lo so, veramente… ma questa ricerca a ritroso mi interessa. Più si va indietro e più ci si conosce, e questo non è poco.
La bellezza del cantiere sta anche nel farti rendere conto che la materia ha uno spessore, un peso e un odore, da vicino è irregolare (tutte cose per nulla scontate quando si disegna), si adatta ma fino a un certo punto alla tua volontà e trovare questo limite è un’altra bella ricerca. Ti insegna a tener conto di tutte queste cose reali la prossima volta che disegnerai.

Così alla fine ogni linea avrà la sua pesantezza.
E ogni forma realizzata avrà la sua leggerezza.

Posted: maggio 31st, 2010
Categories: ACOUSTICS, soundscape
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Sound-Melody

“For me it’s always contingent on getting a sound –
the sound always suggests what kind of melody it should be.
So it’s always sound first and then the line afterwards.”
[Brian Eno]

Eno

Posted: maggio 16th, 2010
Categories: so what, soundscape
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27 sounds

Trovo estremamente interessante il saper riconoscere i suoni e a partire dai suoni capire l’origine dei materiali, la loro pericolosità, la forma, il calore, il colore…
I suoni sono infiniti e tutto diventa più complicato. Un lavoro di sintesi è necessario.. e tutto diventa semplice. Non facile.

I

intonarumori

cage

Posted: aprile 18th, 2010
Categories: Oblòg, so what, soundscape
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Peter Gabriel + Scratch My Back [The Originals]

PG

Posted: aprile 6th, 2010
Categories: Oblòg, so what
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sound focused

Posted: marzo 7th, 2010
Categories: soundscape
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me myself and I

…non c’è più neanche una cellula di questa persona,

eppure sono io… si saranno passate il testimone…

Posted: febbraio 26th, 2010
Categories: rumors
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°O

Qualche anno fa ho seguito un seminario tenuto da un professore giapponese.
Prima di cominciare disegnò alla lavagna due cerchi: un piccolissimo cerchio e uno che prendeva quasi tutta la lavagna (avrebbe usato il muro se avesse potuto).
“Il cerchio più grande rappresenta La Conoscenza.
Quello più piccolo la Nostra conoscenza”

. .

Posted: febbraio 3rd, 2010
Categories: soundscape
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this is a real soundscape

A sonic phenomenon in the Eureka sand dunes of Death Valley have mystified scientists for decades.

Read more:

next theatre

leaf

Posted: gennaio 11th, 2010
Categories: soundscape
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Melody Road

source: http://giapponedaisuki.wordpress.com/2009/11/11/melody-road/

Posted: dicembre 11th, 2009
Categories: soundscape
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Signal to Noise Ratio

Succede sempre così. Ogni volta che riesco ad abbandonare i pensieri per un po’ (è una non-azione il lasciare andare), arrivano come per incanto le idee migliori.
I pensieri in fondo non si auto-alimentano più di tanto e non hanno tutto quel potere che pensiamo che abbiano.
Ma perché io sia in grado di abbandonare i pensieri (spesso ricorrenti) occorre, almeno nel mio caso, almeno in questo caso, stancarsi molto. Si tratta di una stanchezza “completa”, che investe tutto di me.
Sono alcuni giorni che dormo pochissimo, qualche ora per notte, mille cose in testa.
Stasera ero sul treno, salito un attimo prima, e poco dopo già dormivo seduto e storto su quel sedile per nani.
In quei minuti lunghissimi di sonno non ho sognato perché non ce n’era più bisogno in fondo, non c’era nulla da dire o da fare. Solo rilassare i pensieri e il corpo, un po’, attraverso il sonno, questa volta.
Al risveglio i pensieri erano ancora calmi, come soffioni di tarassaco quando non c’è vento, per terra, tutto in un equilibrio instabile, calmo e all’erta.
In quel breve momento, taac, è arrivata un’idea per uno studio che sto disegnando, e dire che erano almeno un paio di settimane, no di più, che ci stavo “pensando”.
In realtà fino a quel momento il mio pensiero aveva generato solo moti turbolenti, un rincorrersi di immagini tipo domino, nulla né di veramente logico né di veramente sul pezzo.
Ma la stanchezza grazieadio ad un certo punto arriva e ti impone di fermarti, a tuo modo; e quello che succede attraverso questa resa non è la sconfitta ma il dono della ricezione.

domino

Posted: dicembre 2nd, 2009
Categories: Oblòg, soundscape
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a new hero

Posted: dicembre 2nd, 2009
Categories: rumors
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whatsound-whatnoise

“Sound is what comes out of your practice” [Shunryu Suzuki]

Posted: novembre 18th, 2009
Categories: soundscape
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Mu.S.A.

POLITECNICO DI MILANO
Polo Regionale di Lecco
Facoltà di Ingegneria Edile – Architettura
Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura

Tesi:
Mu.S.A. – Museo di Storia dell’Arte per il Cimitero Monumentale di Milano
Progetto di recupero e riallestimento dell’area d’ingresso

Relatore:  Prof. Arch. Ornella Selvafolta
Correlatore:  Prof. Arch. Manuela Grecchi
Consulente (approfondimenti acustica):  Ing. Dario Paini

Tesi di laurea di:

  • Paleari Roberto
  • Rizzo Fabio
  • Terenghi Claudia Irma

Anno Accademico 2006 – 2007

Scarica il 1° capitolo della loro tesi.

more info: http://paleariroberto.blogspot.com/

Posted: novembre 14th, 2009
Categories: POLIMI-tesisti
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root tour

the tree uf us

“L’uomo è una pianta rovesciata, le cui radici si estendono verso il cielo e i rami verso la terra” [Mr Platone]

Posted: novembre 4th, 2009
Categories: rumors
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i-dea

Dove sta l’idea? È veramente tua l’idea che ti viene in mente? Da dove arriva? Perché arriva a te? Quali sono le condizioni perché questa ti venga a trovare? Credo che la buona idea sia in mezzo a due o più persone che cercano di conoscere, il mondo e quindi se stesse (e viceversa).
L’idea è il risultato di un contatto molto umano, e per questo fragile, ma non debole, è qualcosa che non appartiene a nessuno in realtà, non perché non sia tangibile, ma perché l’idea è come un fiocco di neve: se lo tocchi lui scompare sotto i tuoi occhi e ritorna alla terra.
“Questo o quel verso fortunato non può insuperbirci, perché è dono del Caso o dello Spirito; solo gli errori sono nostri.” J.L. Borges

Posted: novembre 4th, 2009
Categories: rumors
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