…non c’è più neanche una cellula di questa persona,
eppure sono io… si saranno passate il testimone…
…non c’è più neanche una cellula di questa persona,
eppure sono io… si saranno passate il testimone…
“L’uomo è una pianta rovesciata, le cui radici si estendono verso il cielo e i rami verso la terra” [Mr Platone]
Dove sta l’idea? È veramente tua l’idea che ti viene in mente? Da dove arriva? Perché arriva a te? Quali sono le condizioni perché questa ti venga a trovare? Credo che la buona idea sia in mezzo a due o più persone che cercano di conoscere, il mondo e quindi se stesse (e viceversa).
L’idea è il risultato di un contatto molto umano, e per questo fragile, ma non debole, è qualcosa che non appartiene a nessuno in realtà, non perché non sia tangibile, ma perché l’idea è come un fiocco di neve: se lo tocchi lui scompare sotto i tuoi occhi e ritorna alla terra.
“Questo o quel verso fortunato non può insuperbirci, perché è dono del Caso o dello Spirito; solo gli errori sono nostri.” J.L. Borges
Caro Gogo, mi chiedi di scrivere qualcosa di qui, di CPH, o KBH, a seconda. Così spero che le prossime righe, prese a caso tra i miei ricordi recenti, ti invitino a voler respirare quest’aria, così diversa. Sì, perché qui si respira la calma. È difficile spiegarsi, ed è difficile anche accorgersene, credo, se si viene qui come turisti. Perché il turista, essendo di passaggio, non può che assaggiare e andare via, e la calma, si sa, non è amica del poco tempo, o di un solo w-end (weak end).
È come il basso in una band, hai presente? C’è ma non si sente, o meglio deve scomparire per accorgerti che prima era lì, ad avvolgere ogni cosa in maniera discreta.
La discrezione. E la calma. Intorno. (continua…)
Quel giuvinot qui sopra è mio papà.
Oggi compie 70 anni, ed è ancora forte come una una roccia.
Buon Compleanno Luìs!
Nato a Varese
[...]
Vissuto a Varese
[...]
Scappato da Varese (it’s a town full of losers)
[...]
Tornato a Varese (it’s a town full of lovers)
[...]
E’ un po’ come guidare nella nebbia:
la direzione e’ giusta, lo dice una striscia bianca,
che indica un punto che non si puo’ vedere.
Si vede solo il vicino immediato.
E non sempre.
Accelerare sarebbe un suicidio.
Fermarsi anche.
Continuare con la giusta velocita’.
Si’, ma quale?
Ce lo dice la linea bianca,
e la sua direzione.
La nebbia obbliga a sentire
ogni momento,
per non perdersi nella nebbia.
dario paini © febbraio 2002
Oggi, 41 anni fa i miei si sposavano.
41 anni non son mica noccioline …il fatto che due persone stiano insieme per così tanto tempo, è quasi anacronistico. Siamo nel periodo dell’usa e getta, con le cose ma anche con le persone (ti uso, ti consumo, ti getto. Senza pietà. Perchè anche la pietà va coltivata, come i pomodori). (continua…)
Parte finale della mia tesi di dottorato. La parte più importante in effetti…
Quando si arriva ai ringraziamenti, vuol dire che lo spettacolo sta per terminare, e le luci finalmente vengono accese anche in platea.
Così, dopo aver suonato di fronte ad un muro buio, quasi accecati, si può ritornare a guardare in faccia alle persone che, quante sono, ci hanno accompagnato lungo questa esperienza. Ma nulla, in realtà, è terminato: (continua…)