Ladies and gentleman, ecco a voi i ragazzacci che hanno realizzato lo studio di Claudio Guidetti!
Categories: Oblòg, so what
Tags: ACOUSTICS, guidetti, recording, recording studio, sound
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Ladies and gentleman, ecco a voi i ragazzacci che hanno realizzato lo studio di Claudio Guidetti!
The new Claudio Guidetti Recording Studio!
it consists of a control room (used from composition up to mastering), a recording booth and a relaxing room.
Claudio,
grazie per la fiducia e … enjoy it!! D
the team:
- dario paini | flux: acoustic + arch. design
- beppe “beppemuraio” buoncristiano: masonry
- sir stefano grasso: cables
- giuseppe “beppelettrico” salvatore: (simply) light (e che light!)
- claudio nordio: wood/curtain works
- alberto GGP sound: console, doors
- giuseppe zen: air conditioning system
- daniele “george michael” buggio: paintings
Nei giorni scorsi sono stato da Ivan per fare le ultime misure di collaudo del suo nuovo studio di registrazione.
Qui sono state registrate tutte le canzoni del suo prossimo lavoro…
Acoustic Design: Dario Paini | IFEC
ps: caro Ivanuzzo,
grazie per questa possibilità e per l’amicizia profonda che è nata…
Buon viaggio con la tua musica… sono un tuo fan.
Dariuzzo
Settimane cruciali le due prossime.
Oggi sono partiti i lavori per la costruzione di una regia all’interno di un’aula dello IED di Milano, per le lezioni di Sound Design. Ho pensato ad un progetto “stile Ikea”, in modo tale che il grosso del progetto fosse realizzato in laboratorio e poi, una volta pronto, fosse montato in aula nel giro di una settimana. Così le lezioni sono andate avanti fino a venerdi scorso e riprenderanno subito dopo. Appena si comincia a vedere qualcosa metto le foto. Grazie a Federica “Phade” Colombo per tutto, veramente!
Poi c’è lo studio di Claudio, che pian piano prende forma. Ora ci sono i cartongessi, i tubi dell’aria a penzoloni, i corrugati delle linee elettriche e audio ancora vuote, la console nera fiammante e il pavimento finito protetto da una moquette. Il tutto illuminato da una lampada da cantiere. Entro fine mese è tutto finito.
In entrambi i casi la squadra di lavoro è eccezionale. Poi metterò i nomi e i cognomi. Ognuno si merita la sua risonanza.
Bella l’esperienza del cantiere, vedi prender forma delle linee che fino a poco prima erano, molto astratte in fin dei conti, solo nella tua testa. Ma prima ancora dov’erano? Non lo so, veramente… ma questa ricerca a ritroso mi interessa. Più si va indietro e più ci si conosce, e questo non è poco.
La bellezza del cantiere sta anche nel farti rendere conto che la materia ha uno spessore, un peso e un odore, da vicino è irregolare (tutte cose per nulla scontate quando si disegna), si adatta ma fino a un certo punto alla tua volontà e trovare questo limite è un’altra bella ricerca. Ti insegna a tener conto di tutte queste cose reali la prossima volta che disegnerai.
Così alla fine ogni linea avrà la sua pesantezza.
E ogni forma realizzata avrà la sua leggerezza.
Trovo estremamente interessante il saper riconoscere i suoni e a partire dai suoni capire l’origine dei materiali, la loro pericolosità, la forma, il calore, il colore…
I suoni sono infiniti e tutto diventa più complicato. Un lavoro di sintesi è necessario.. e tutto diventa semplice. Non facile.
I


A sonic phenomenon in the Eureka sand dunes of Death Valley have mystified scientists for decades.

Cliccando qui è possibile scaricare l’articolo completo pubblicato sul numero 11 di Arketipo.
An Acoustic Totem to control low frequency response (in this case from 90 up to 130 Hz) in a small room.
Designed for the IFEC offices in Rivera (CH), but other possible applications could be:
- recording rooms,
- home theatres,
- rehearsal rooms, etc.
Design: Dario Paini | IFEC
The FM Recording Studio in Monza – Massimo Faggioni (Antonella Ruggiero, 7Grani, Morgan, Oxa, etc.):
1 control room, 1 big live area, 1 booth, 1 relaxing area
[articolo pubblicato sul sito dell'Orlando]
In treno, di ritorno da Cortona, dove i fortezzari si sono riuniti per sentire le cose e tradurle pian piano in idee linee cose.
Sto scrivendo sul mio taccuino, a mano (è così liberatorio potersi permettere di non usare il computer ogni tanto); magari sul treno è un po’ più difficile… è come se qualcuno ti desse continuamente degli spintoni sul gomito, porcaeva).
Ma resisto. (continua…)