dariopainiphotography

Yearly Archives: 2009

Signal to Noise Ratio

Succede sempre così. Ogni volta che riesco ad abbandonare i pensieri per un po’ (è una non-azione il lasciare andare), arrivano come per incanto le idee migliori. I pensieri in fondo non si auto-alimentano più di tanto e non hanno tutto quel potere che pensiamo che abbiano. Ma perché io sia in grado di abbandonare i pensieri (spesso ricorrenti) occorre, almeno nel mio caso, almeno in questo caso, stancarsi molto. Si tratta di una stanchezza “completa”, che investe tutto di me. Sono alcuni giorni che dormo pochissimo, qualche ora per notte, mille cose in testa. Stasera ero sul treno, salito un attimo prima, e poco dopo già dormivo seduto e storto su quel sedile per nani. In quei minuti lunghissimi di sonno non ho sognato perché non ce n’era più bisogno in fondo, non c’era nulla da dire o da fare. Solo rilassare i pensieri e il corpo, un po’, attraverso il sonno, questa volta. Al risveglio i pensieri erano ancora calmi, come soffioni di tarassaco quando non c’è vento, per terra, tutto in un equilibrio instabile, calmo e all’erta. In quel breve momento, taac, è arrivata un’idea per uno studio che sto disegnando, e dire che erano almeno un paio di settimane, no di più, che ci stavo “pensando”. In realtà fino a quel momento il mio pensiero aveva generato solo moti turbolenti, un rincorrersi di immagini tipo domino, nulla né di veramente logico né di veramente sul pezzo. Ma la stanchezza grazieadio ad un certo punto arriva e ti impone di fermarti, a suo modo; e quello che succede attraverso questa resa non è la sconfitta ma il dono della ricezione.

a new hero

whatsound-whatnoise

“Sound is what comes out of your practice” [Shunryu Suzuki]

Mu.S.A.

POLITECNICO DI MILANO Polo Regionale di Lecco Facoltà di Ingegneria Edile – Architettura Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura

Tesi: Mu.S.A. – Museo di Storia dell’Arte per il Cimitero Monumentale di Milano Progetto di recupero e riallestimento dell’area d’ingresso

Relatore:  Prof. Arch. Ornella Selvafolta Correlatore:  Prof. Arch. Manuela Grecchi Consulente (approfondimenti acustica):  Ing. Dario Paini

Tesi di laurea di:

Paleari Roberto Rizzo Fabio Terenghi Claudia Irma

Anno Accademico 2006 – 2007

Scarica il 1° capitolo della loro tesi.

more info: http://paleariroberto.blogspot.com/

root tour

“L’uomo è una pianta rovesciata, le cui radici si estendono verso il cielo e i rami verso la terra” [Mr Platone]

iDea

Dove sta l’idea? È veramente tua l’idea che ti viene in mente? Da dove arriva? Perché arriva a te? Quali sono le condizioni perché questa ti venga a trovare? Credo che la buona idea sia in mezzo a due o più persone che cercano di conoscere, il mondo e quindi se stesse (e viceversa). L’idea è il risultato di un contatto molto umano, e per questo fragile, ma non debole, è qualcosa che non appartiene a nessuno in realtà, non perché non sia tangibile, ma perché l’idea è come un fiocco di neve: se lo tocchi lui scompare sotto i tuoi occhi e ritorna alla terra. “Questo o quel verso fortunato non può insuperbirci, perché è dono del Caso o dello Spirito; solo gli errori sono nostri.” J.L. Borges

Smooth

    Caro Gogo, mi chiedi di scrivere qualcosa di qui, di CPH, o KBH, a seconda. Così spero che le prossime righe, prese a caso tra i miei ricordi recenti, ti invitino a voler respirare quest’aria, così diversa. Sì, perché qui si respira la calma. È difficile spiegarsi, ed è difficile anche accorgersene, credo, se si viene qui come turisti. Perché il turista, essendo di passaggio, non può che assaggiare e andare via, e la calma, si sa, non è amica del poco tempo, o di un solo w-end (weak end). È come il basso in una band, hai presente? C’è ma non si sente, o meglio deve scomparire per accorgerti che prima era lì, ad avvolgere ogni cosa in maniera discreta. La discrezione. E la calma. Intorno. Ecco quello che sento dopo 2 mesi che vivo qui. Così, spesso le persone, anche, diventano invisibili, almeno per noi che abbiamo bisogno che una cosa sia stra-ordinaria per accorgerci della sua presenza. È strano ma è così: impari a sorprenderti delle cose normali. Notare la discrezione, la calma, le cose che sembra facciano di tutto per sfuggirti. Così, le cose non hanno bisogno di sembrare qualcos’altro. (Le case sono a forma di casa.) (Le persone ti sembreranno fredde, ma fa parte della parte, è coerente con il loro modo di apparire sfocati.) Tutto sembra così in tema, così, appunto, in linea con ciò che è intorno. Tutto è luminoso ma pacato come la luce decisa da questa latitudine. Non c’è nulla che abbaglia, che fa sensazione, che colpisce. Si tratta, semmai, di un pugno al rallentatore: hai tutto il tempo per spostarti, ma poi decidi (senti) che vale la pena di rimanere lì, per farsi colpire da un cosa che nel frattempo si è trasformata, per forza di cose, in una specie di carezza. Così, alla fine impari ad osservare proprio ciò che rimane nascosto. Forse sotto sotto ti aspettavi che ti parlassi dei palazzi, dei monumenti (di certe statuine), o del fatto che qui il vino italiano costa meno che in Italia (“poritalia”), o che CPH (o KBH?) è semplicemente bellissima (it’s wonderful); ma in fondo queste cose le puoi trovare in qualsiasi guida, e scritte anche meglio. Ho preferito raccontarti la normalità, quella di tutti i giorni, e così diversa dalla nostra. Un mondo dietro un sottilissimo strato di carta velina.   [dariopaini (c) per un numero di Thea. Cph, aprile 2004, dentro un bar bellissimo, dove si può bere un caffè, leggere un libro preso dalla libreria o portato da casa. L’Adele non era ancora nata ma era già con noi]

Miles a_head

Cinquestelle Un Omaggio a Miles Davis

“Suono per la terra (pausa) “Uso il tempo per uscire da esso (pausa)

CPH – Operaen

Cliccando qui è possibile scaricare l’articolo completo pubblicato sul numero 11 di Arketipo.

Silence Museum

_ É come quando passeggi per strada, o sei seduto in un bar, e guardi, o meglio curiosi nelle case che si affacciano sulla strada che stai percorrendo (o vivendo attraverso un caffè). Guardi dentro e intravedi altre normalità, altre abitudini:

E Dio creo’ la Roccia

Quel giuvinot qui sopra è mio papà. Oggi compie 70 anni, ed è ancora forte come una una roccia.

Buon Compleanno Luìs!

[2009] Lorenzo Bertocchini – Hearts of Stone

2009, 23rd sept. (BTW Bruce’s 60th birthday…)

Tracklist: 1. Used Cars 2. Ricky Wants A Man Of Her Own 3. Linda Let Me Be The One 4. Factory 5. Sherry Darling 6. Hearts Of Stone 7. I`m A Coward When It Comes To Love 8. Dry Lighting 9. Meeting Across The River 10. Cindy 11. Incident On 57th Street [con Erin Sax Seymour] 12. Sugarland 13. The Angel [duetto con Elliott Murphy] 14. When You`re Alone 15. Working On The Highway 16. Follow That Dream

           

Musicians: Lorenzo Bertocchini (voce, chitarra acustica, armonica, percussioni), Elliott Murphy (duetto vocale su The Angel), Alessandro “Tallo” Talamona (chitarra elettrica, acustica e banjo), Luca Fraula (organoHammond B3 e Fender Rhodes), Dario Paini (sax), Roberto “Shock” Masciocchi (piano e piano elettrico), Radoslav Lorkovic (fisarmonica), Erin Sax Seymour (cori), Giusy Consoli (cori), Stefano “Illo” Failla (cori), Giovanni Pasquetti (basso), Pino Li Trenta (batteria).

Listen to “Meeting Across the River”: [soundcloud url=”http://soundcloud.com/paini/meeting-across-the-river-lorenzo-bertocchini-dario-paini”]

more info here

MEETING SONG

[soundcloud url=”http://soundcloud.com/paini/meeting-across-the-river-lorenzo-bertocchini-dario-paini” params=”show_comments=true&auto_play=false&color=3828e5″ width=”100%” height=”81″ ] Happy birthday Bruce!

[2009] Apple Pirates – Uncertain, TX

Musicians: Lorenzo Bertocchini: vocals, acoustic guitar, harmonica Alessandro “Tallo” Talamona: electric guitar, back vocals Luca Pasqua: electric guitar, back vocals Roberto Masciocchi: keyboards, organ Dario Paini: soprano + tenor saxes, glockenspiel, percussion, backing vocals Marco Negrelli: bass, back vocals Floriano Botter: drums

Listen to “Everybody”:

recensioni: La Stampa Rock Shock IndieForBunniesdotCom

cv

Nato a Varese […] Vissuto a Varese […] Scappato da Varese (it’s a town full of losers) […] Tornato a Varese (it’s a town full of lovers) […]

eu sou

Festival della Creativita’ – TheKing [LoRe’]

dal 4′:40” – 4′:43″ sono svizzero!

Festival della Creatività 2008: incontro con Jovanotti from Festival della creatività on Vimeo.

The Secret Studio – Part I

Di ritorno da Sciacca dove in due giorni abbiamo costruito a mano una parete di mattoni fatti a mano, che farà parte dello studio di registrazione di Ivan Segreto, gran pianista e gran cantante e gran persona.

Interessante fare quello che uno di solito disegna con qualche grammo di mina di matita… molto più pesante la materia, ma ti permette di tenere i piedi per terra, di non fare voli inutili e/o inutilizzabili (non si può fare tutto ciò che uno ha in testa). E quindi di volare con una direzione in testa… Si tratta di una parete con proprietà diffondenti dal punto di vista acustico, realizzata secondo un algoritmo (segreto) che arriva da un calcolo complesso. Ora è tutto lì, in piedi. Fierezza.

Di fianco ci metteremo il piano a coda di Ivan e il suono che tornerà indietro sarà bello caldo, perché ci saranno gli echi del forno, della terra, del cielo di Sicilia, di tutto in fondo… Grazie ai ragazzi che mi hanno aiutato a fare una parete “a minchia di cane”!

Hanno contribuito alla perfetta riuscita della parete: – Benedetto Solano, (titolare dell’impresa) detto “BBinirittu” con funzione di capu mastru; – Giuseppe Anaclio, addetto alla posa in opera di marunazza, detto “Pippo” con funzione di mastru; – Vincenzo detto “Enzo”, addetto alla quacina con funzione di picciottu o anche detto “mezza cazzola”.

Da loro ho imparato/intuito un sacco di cose, il silenzio, l’essere lì, proprio lì, l’arte del fare, la calma. Che bellezza! Grazie a Massimo Trapani, esimio architetto (progettista di tutto il resto della casa, che è un incanto), per i consigli sempre speciali e alla famiglia Segreto/a per l’ospitalità fuori dal comune.

Vostro, Dariuzzu

L’acustica nell’edificio

[L’Acustica nell’Edificio – a cura di: Luca Gattoni – Dario Paini]

Quello che nel libro non c’e’…

…di seguito quello che ho scritto per il libro sul Distretto 51 scritto da Gianni Beraldo. Alcune cose sono state tolte (anche se non so perchè). Il distretto è come una valanga. No: è una valanga. Dove passa prende su qualcosa e non lo lascia più. Nell’89 questa cosa passa dalla mia vita, mi prende dentro e non mi lascia più. Mi ricordo, come ieri, il primo contatto.

[2005] Distretto 51 – Live @ Molina

 

 

 

 

 

 

 

 

Distretto 51 – Live at Molina [2005]

Johnny Daverio: Voce Simona Paudice: Voce Peppo Nasoni: chitarra Gege Rossi: chitarra Maurizio Carosi: basso Maurizio Pelanconi: batteria Luca Fraula: pianoforte, tastiere Roberto Maroni: hammond organ Marco Caccianiga: percussioni Ferruccio Mambrini: tromba Ivan Caico: sax tenore e baritono Dario Paini: sax tenore, hammond organ (on “rainy night”) Nathan Sinigaglia: sax contralto Luca Giacalone: trombone Special Guest: Chiara Brusa, flauto in Bridge over troubled water e Lovin’ Arms

Tracks List:

1.Tell Mama Marcus Daniel, Clarence Carter, Wilbur Terrell

2. Emotionally Yours Bob Dylan

3. A Change Is Gonna Come Sam Cooke

4. Lovin’ Arms Tom Jams

5. Bridge Over Troubled Water/You’ve Got A Friend Paul Simon/ Carole King

6. Feelin’ Alright Dave Mason

7. My City Of Ruins/People Get Ready Bruce Springsteen/Curtis Mayfield

8. Respect Yourself Sir Mack Rice, Luther Ingram

9. Let’s Get It On Marvin Gaye, Ed Townsend

10. Rainy Night In Georgia Tony Joe White

11. Goin’ Back To Louisiana Bobby Osborne

12. Your Are My Sunshine Davis Mitchell

13. Givin’ It Up For Your Love Jerry Lynn Williams

“Let’s Get It On” [from Live at Molina – Distretto 51] by paini